Intervista a Camilla Guzzi, laureata in Scienze Agrarie per la Sostenibilità e titolare dell'Azienda Agricola familiare "Carlo Guzzi Orticola Group", sull'intervento di ombreggiatura delle sue serre eseguito da Roberto Buoli con il supporto di Aermatica3D.
Camilla, da dove è nata l’esigenza di trattare le serre con vernice ombreggiante?
Negli ultimi anni stiamo osservando estati caratterizzate da periodi prolungati con temperature molto elevate.
All’interno delle serre questo si traduce in un eccessivo accumulo di calore che può mettere in difficoltà soprattutto le colture più sensibili allo stress termico.
Anche nella nostra azienda abbiamo iniziato a notare i primi effetti, ad esempio sul prezzemolo, con un rallentamento della crescita, perdita di vigore e ingiallimenti fogliari.
Per questo abbiamo deciso di intervenire con un sistema di ombreggiamento, cercando di creare un microclima più favorevole allo sviluppo delle piante.

Come è nata l'idea di utilizzare un drone per l'imbiancatura delle vostre serre? Quali esigenze volevate soddisfare rispetto al metodo tradizionale?
È il primo anno che decidiamo di applicare una vernice ombreggiante sulle serre e, trattandosi di un intervento fatto nel mese di luglio, avevamo bisogno di agire rapidamente.
Il drone ci ha permesso di trattare la superficie in tempi molto ridotti, mantenendo una distribuzione uniforme del prodotto.
Prima dell'intervento avevate qualche dubbio sull'efficacia di questa tecnologia? Cosa vi ha colpito maggiormente una volta provata?
Più che dubbi, avevamo tanta curiosità.
La cosa che mi ha colpito subito è stato vedere il DJI Agras T50 da vicino: chiuso sembra quasi un ragno e quando lo metti in funzione ti rendi conto di quanta tecnologia ci sia dietro.
È compatto, si trasporta facilmente e in poco tempo è pronto per lavorare, ma allo stesso tempo ha prestazioni molto elevate.
Un altro aspetto interessante è il livello di automazione: molte fasi del lavoro vengono supportate dal sistema, dalla pianificazione del trattamento fino ai sistemi di sicurezza in volo, come il rilevamento degli ostacoli e l’assistenza nel loro aggiramento.
È una tecnologia avanzata che permette di lavorare in modo più preciso ed efficiente, mantenendo comunque centrale il ruolo dell’operatore specializzato.
Quali vantaggi avete riscontrato dopo l'imbiancatura con il drone, sia in termini di qualità del lavoro che di tempi e sicurezza?
Il primo vantaggio che abbiamo riscontrato è sicuramente la velocità.
In poche ore siamo riusciti a completare un trattamento che con metodi tradizionali richiederebbe settimane.
Un altro aspetto che mi ha colpito è l’uniformità della distribuzione del prodotto, grazie ai due sprinkler che lavorano ad altissima precisione.
Infine c’è anche un vantaggio in termini di sicurezza, perché gli operatori lavorano da terra senza dover salire sulle strutture delle serre.
Quest’anno abbiamo effettuato due passaggi, ottenendo circa il 50% di ombreggiatura.
L’anno prossimo probabilmente aumenteremo il numero dei passaggi in base alle esigenze delle colture.
L'operazione è stata eseguita da Roberto Buoli, pilota specializzato in operazioni con droni agricoli. Quanto è importante affidarsi a un operatore esperto per ottenere un risultato ottimale?
È fondamentale.
Per questo tipo di interventi servono competenze specifiche, sia nella gestione del drone sia nella pianificazione del trattamento.
Un contoterzista specializzato conosce le modalità corrette di applicazione, sa programmare il volo in funzione dell’area da trattare e lavora nel rispetto della normativa.
Inoltre è stato molto interessante confrontarsi con Roberto durante la giornata: oltre a eseguire il lavoro, mi ha spiegato tanti aspetti tecnici del mondo dei droni agricoli rispondendo a tutte le mie curiosità.
Pensate di utilizzare il drone anche per altre attività all'interno della vostra azienda?
Sì, è una tecnologia che mi interessa molto anche per altre applicazioni.
Penso, ad esempio, alla distribuzione di biostimolanti oppure al lancio di insetti utili per la difesa biologica.
Sono impieghi che permettono di intervenire nel momento più opportuno, con elevata precisione e ottimizzando i tempi di lavoro.

Che consiglio dareste ad altri produttori che stanno valutando l'impiego del drone per l'imbiancatura delle serre ma non hanno ancora fatto il passo?
Secondo me è una pratica che vale la pena valutare.
Oggi la gestione del microclima all’interno delle serre è sempre più importante e determinante per le colture: significa ridurre lo stress delle piante, utilizzare in modo più efficiente la risorsa idrica e arrivare alla raccolta con un prodotto di qualità superiore.
Il drone non sostituisce l’esperienza dell’agricoltore, ma è sicuramente uno strumento che permette di eseguire questi interventi in modo più rapido, uniforme e sicuro.
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