Quando DJI ha annunciato che la serie Matrice 4D aveva ottenuto la certificazione di classe di certificazione C6 in combinazione con la stazione di ricarica DJI Dock 3, si è trattato di un momento di svolta per le operazioni automatizzate con droni in Europa. Tuttavia, per i piloti e gli operatori che si affidano a operazioni manuali o pianificate sul campo senza l'ausilio di una docking station, una domanda rimaneva aperta: cosa cambia per l'uso standalone?
La risposta della casa madre è finalmente arrivata ed è definitiva. La marcatura di classe C6 ora copre ufficialmente anche la configurazione standalone dei droni Matrice 4D e Matrice 4TD quando utilizzati con il radiocomando DJI RC Plus 2 Enterprise.
Un aggiornamento epocale che sblocca il pieno potenziale di questa piattaforma per gli Scenari Standard STS-02 in conformità con i regolamenti EASA ed ENAC.
L’estensione della certificazione C6 significa che l'hardware d'eccellenza della serie Matrice 4D non è più vincolato all'ecosistema del Dock per operare legalmente in scenari specifici. Grazie al rilascio dell'ultimo firmware, la conformità C6 viene estesa alle operazioni guidate direttamente dal radiocomando.
Per i professionisti del settore, questa novità si traduce in una flessibilità senza precedenti: lo stesso identico drone può essere ora impiegato sia per missioni completamente automatizzate da una stazione di ricarica fissa, sia per interventi dinamici in modalità standalone direttamente sul campo.
Nota tecnica fondamentale: Per rendere effettiva la conformità C6 in modalità standalone, l'aeromobile deve essere aggiornato alla versione firmware 17.1.5 o successiva.
Per comprendere l'importanza di questo traguardo, è utile analizzare cosa sblocca concretamente la certificazione C6 standalone rispetto agli scenari tradizionali.
Mentre lo scenario STS-01 (che richiede droni di classe C5) è limitato a operazioni in VLOS (Visual Line of Sight, a vista) in aree urbane controllate e impone rigidi limiti di velocità e distanza, lo scenario STS-02 apre le porte al vero BVLOS (Beyond Visual Line of Sight), ovvero il volo oltre la linea di vista del pilota, in zone scarsamente popolate.
Quota massima: 120 metri AGL (Above Ground Level), con estensioni fino a +15 metri in prossimità di ostacoli superiori a 105 metri (previa autorizzazione).
Distanza massima: Fino a 1 km dal pilota remoto senza osservatori. La distanza può estendersi fino a 2 km se viene impiegato un osservatore dello spazio aereo posizionato a non più di 1 km dal pilota.
Operazioni BVLOS: Consentite durante la fase centrale della missione, a patto che il drone segua una traiettoria pre-programmata.
Decollo e atterraggio: Devono obbligatoriamente avvenire in modalità VLOS (a vista).
L'abilitazione al volo C6 in modalità standalone rende praticabili e scalabili svariate applicazioni professionali che prima richiedevano autorizzazioni complesse (SORA) o l'infrastruttura logistica di un dock:
Ispezione di Infrastrutture Lineari: Linee elettriche, condotti, ferrovie e reti stradali che si estendono per chilometri. È possibile pianificare la rotta, lanciare il Matrice 4D tramite radiocomando ed eseguire ispezioni BVLOS precise senza dover spostare continuamente la stazione di pilotaggio.
Operazioni di Ricerca e Soccorso (SAR): Monitoraggio e mappatura termica e visiva di vaste aree colpite da emergenze, zone boschive o montane dove la conformazione del territorio impedisce strutturalmente il mantenimento della linea di vista (VLOS).
È importante ricordare che la conformità del drone (lato hardware) è solo il primo passo. Per operare legalmente in uno scenario STS-02, l'operatore deve adempiere ai requisiti previsti dall'autorità competente (ENAC/EASA):
Presentazione della Dichiarazione STS-02 ad ENAC.
Attestato di competenza teorica per gli Scenari Standard.
Certificato di competenze pratiche specifico per lo scenario STS-02.
Manuale delle Operazioni aggiornato e perfettamente allineato ai requisiti STS-02.
Manuale di manutenzione e Logbook del drone.
Piano di risposta all'emergenza (ERP).
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